Nel panorama contemporaneo della cultura del vino, attraversato da tensioni tra globalizzazione e identità territoriale, la pubblicazione “La biodiversità viticola, vitigni dal passato per i vini del futuro” rappresenta un contributo significativo e, per certi versi, necessario. Il volume, edito da G.R.A.S.P.O (Gruppo di Ricerca Ampelografica Sostenibile per la Preservazione della biOdiversità viticola) e firmato da Aldo Lorenzoni, Luigino Bertolazzi e Giuseppe Carcereri De Prati, si configura in tal senso come un racconto scientifico e umano, capace di intrecciare ricerca ampelografica, memoria rurale e prospettive future.

Il libro nasce all’interno dell’esperienza dell’associazione G.R.A.S.P.O., una realtà fondata dai tre enologi animati dalla convinzione che la biodiversità viticola non sia soltanto un patrimonio da conservare, ma una risorsa strategica per affrontare le sfide del presente, a partire dal cambiamento climatico e dall’omologazione del gusto. L’associazione, nata in Veneto ma oggi attiva su scala nazionale, riunisce professionisti, ricercatori e viticoltori accomunati da un obiettivo preciso: identificare, studiare, recuperare e valorizzare vitigni antichi o marginali, spesso destinati all’estinzione.

In questo contesto il volume del 2022, primo di una serie di pubblicazioni, si presenta come un diario di viaggio dei primi anni di attività del gruppo, restituendo al lettore un percorso articolato che parte dalla ricerca bibliografica e arriva fino alla vinificazione sperimentale. Le diciassette varietà analizzate non sono semplicemente descritte, ma ricostruite nella loro identità genetica e territoriale attraverso un lavoro rigoroso che comprende validazioni ampelografiche e analisi del DNA, monitoraggi fenologici e osservazioni agronomiche. A questa dimensione scientifica si affianca un racconto profondamente umano, in cui emergono le figure dei cosiddetti “viticoltori custodi”, veri protagonisti di una resistenza silenziosa che ha permesso a queste varietà di sopravvivere nel tempo.

Ciò che rende il testo particolarmente efficace è la sua capacità di superare la dimensione enciclopedica per restituire una narrazione immersiva: il lettore non si trova di fronte a un semplice catalogo di vitigni, ma a una geografia emotiva fatta di territori, comunità e storie individuali. In questo senso, la biodiversità viticola, oltre ad essere dato agronomico, è interpretata come elemento culturale, identitario e persino politico, poiché legato alla tutela dei paesaggi e delle economie locali.

Etichette Saccola Enrico Brunelli
Grafico Etichette microvinificazioni Enrico Brunelli

Pagine tratte da “La biodiversità viticola, vitigni dal passato per i vini del futuro”
Progetto grafico impaginazione: Enrico Brunelli – Creative & Graphic Designer

La pubblicazione

Titolo: La biodiversità viticola, vitigni dal passato per i vini del futuro
Autori: Aldo Lorenzoni, Luigino Bertolazzi e Giuseppe Carcereri De Prati (Gruppo G.R.A.S.P.O.) con la collaborazione del Prof. Attilio Scienza
Anno: 2022
Pagine: 145 a colori
Ricco corredo di foto dei protagonisti delle storie raccontate, dei loro vitigni, paesaggi e vigneti
Progetto grafico: Enrico Brunelli – Creative & Graphic Designer
Impaginazione ed editing fotografico: Alessandra Motterle (T-Studio)
Realizzazione e stampa: T-Studio s.r.l. – Soave – Verona

Altre pubblicazioni di interesse di G.R.A.S.P.O.:

  • I custodi, i citigni, i vini (2023)
  • 100 Custodi per 100 Vitigni. La biodiversità viticola in Italia (2024)
  • I vitigni rari di Verona. Identità, clima e appassimento (2025)
Pontedara - libro Graspo Verona grafico Brunelli
Vernazola Graspo Verona grafico Enrico Brunelli

Nelle immagini sopra: scatti fotografici dei grappoli Pontedara e Vernazola con scala metrica in centimetri

Il Progetto grafico

La veste grafica della prima pubblicazione di G.R.A.S.P.O. segue quella sviluppata per il volume “Il Durello dei Monti Lessini. Identità e carattere di un autentico autoctono” (Consorzio Tutela Vino Lessini Durello, 2021. Progetto grafico: Enrico Brunelli) conferendo continuità con quel primo prezioso capitolo che era stato dedicato alla scoperta delle altre varietà autoctone del territorio della Lessinia (Saccola, Gouais Blanc, Pontedara, Saccola, Rossara) e che poi avrebbe profeticamente aperto la strada alla nascita di G.R.A.S.P.O e alle sue ricerche di successo.
Per entrambe le pubblicazioni, lo stile è quello del diario di bordo sia per il layout che per i font utilizzati.
Il layout è strutturato secondo una griglia modulare asimmetrica a due colonne 2/3 – 1/3.
La colonna più ampia è riservata al testo principale mentre la colonna laterale sidebar presenta un’area per approfondimenti e foto. Quest’area verticale offre anche spazio per annotazioni personali e di studio.
Gli elementi decorativi “a punto” (pallini che affiancano i titoli di apertura ai capitoli e le linee punteggiate) sono pensati per dare l’idea di “quaderno di lavoro”.
I titoli principali e secondari impiegano il font “Letter Gothic Std” che ricorda quello delle macchine da scrivere trasmettendo un carattere di immediatezza e praticità.
Di particolare interesse le fotografie a tutta pagina dei singoli grappoli come sviluppate con successo nella pubblicazione del Lessini Durello dove erano state pensate per approfondire l’aspetto dei cloni di Durella e degli altri vitigni autoctoni riscoperti.
Questi scatti, dotati di scala orizzontale e verticale espressa in cm, si ispirano alle illustrazioni delle ricerche ampelografiche di un tempo. Le indicazioni dimensionali facilitano l’individuazione in campo del vitigno.
Lo sfondo nero omogeneo dietro ai grappoli, permette allo sguardo di focalizzarsi con attenzione al soggetto dell’immagine evitando distrazioni.
Per ogni vitigno c’è la rispettiva scheda di “Descrizione Ampelografica” che spicca dal resto del capitolo per il colore dello sfondino. In questo caso, lungo la colonna laterale più stretta trovano posto alcuni ingrandimenti fotografici associati di volta in volta alle diverse fasi fenologiche che si succedono durante il periodo vegetativo del vitigno.
Ad arricchire i capitoli ci sono:

  • tabelle con dati e parametri di confronto annuale;
  • il “ragno” poligonale del “Profilo sensoriale”.
  • i grafici delle curve fenologiche e delle curve di maturazione
  • i dati analitici
  • l’esito delle degustazioni

Al termine del volume, dopo la ricca bibliografia e sitografia, troviamo le brevi biografie degli autori con le foto degli stessi presentate, per simmetria, con lo stile del layout delle descrizioni ampelografiche.

Pavana descrizione ampelografia Enrico Brunelli
Pavana ampelografia Graspo Brunelli

Scheda Ampelografica vitigno “Pavana”

Obiettivi raggiunti da G.R.A.S.P.O.

Gli obiettivi di G.R.A.S.P.O., del resto, si inseriscono perfettamente in questa visione ampia: l’associazione non si limita a censire varietà rare, ma promuove attivamente la loro reintroduzione nei sistemi produttivi, coordinando iniziative tecnico-scientifiche e collaborando con enti, istituzioni e realtà territoriali. Il fine ultimo è quello di restituire valore a vitigni che, una volta reimmessi nel circuito economico e culturale, cessano di essere curiosità botaniche per tornare a essere espressione viva di un territorio.

Nel corso degli anni, questa attività ha prodotto risultati concreti e una crescente visibilità.
Tra i progetti più rilevanti si inserisce certamente quello dei “100 Custodi per 100 Vitigni”, che amplia ulteriormente la prospettiva narrativa già presente nel libro del 2022, dando voce a decine di viticoltori in tutta Italia. A questo si affiancano altre pubblicazioni come “La biodiversità viticola, i custodi, i vitigni, i vini e 100 Custodi per 100 Vitigni“, fino ad arrivare a lavori più recenti dedicati a specifici territori, come quello sui vitigni rari veronesi.

Di pari passo alla pubblicazione, il gruppo di lavoro è impegnato con una intensa attività di divulgazione e collaborazione con il mondo produttivo e associativo, che ha portato G.R.A.S.P.O. a partecipare a eventi, degustazioni e progetti con cantine e organizzazioni in diverse regioni italiane, dalla Sicilia al Veneto. In questi contesti, ha contribuito a riportare l’attenzione su varietà dimenticate, favorendo la nascita di vini unici e difficilmente replicabili altrove, proprio perché radicati in un patrimonio genetico e culturale irripetibile.

“La biodiversità viticola, vitigni dal passato per i vini del futuro” è sì una pubblicazione specialistica, ma pure un testo che intercetta alcune delle questioni più urgenti del vino contemporaneo. Attraverso una scrittura che alterna rigore scientifico e sensibilità narrativa, il libro dimostra come il futuro della viticoltura possa passare, paradossalmente, dal recupero del passato, suggerendo che nelle pieghe della storia agricola italiana si nascondano risposte concrete alle sfide globali.

*Le immagini dell’articolo sono tratte dalla pubblicazione e dal sito ufficiale dell’Associazione: www.graspo.wine