Castelcerino è una delle sottozone del Soave DOC più rappresentative dal punto di vista paesaggistico e qualitativo. Ha anche una storia antica e compare già in un documento del 1263 come Castrum Ecerini. Addirittura questa località prima di divenire frazione di Soave era comune a sé stante. E’ a tutti gli effetti un frammento di storia veneta che si è fatto terra, radice e infine vino.
Castelcerino è poi l’unità geografica che nel Soave Classico conta più ettari di vigna in assoluto. Quasi un baricentro produttivo dell’intera zona storica.
Due anime nella stessa UGA
Quello che rende Castelcerino affascinante da raccontare è la sua duplicità geologica, quasi una sintesi in miniatura dell’intero sistema Soave. Volando verso est, in direzione di Fittà, il drone sorvola suoli di origine vulcanica a matrice basaltica dove le pendenze moderate sulle sommità si fanno vertiginose sui versanti, con una tessitura franco-argillosa che diventa più limosa in superficie e più argillosa in profondità. Spostandosi verso ovest, il paesaggio cambia invece pelle con pendenze più regolari, tra il 10 e il 30%, su suoli di origine chiaramente calcarea, estremamente alcalini, con la stessa struttura franco-argillosa ma un’origine minerale completamente diversa.
In pochi minuti di volo, insomma, si attraversano due mondi pedologici distinti — un contrasto che nessuna fotografia da terra potrebbe restituire con altrettanta chiarezza, ma che una ripresa aerea ben pianificata racconta in secondi. A questo si aggiunge un dato climatico che pochi conoscono ovvero che insieme alla vicina Fittà, Castelcerino registra precipitazioni medie annue superiori ai 1.000 mm, ben oltre la media del territorio, bilanciate però da temperature miti e da un’escursione termica giornaliera contenuta — un equilibrio che si legge, letteralmente, nel colore e nella densità della vegetazione quando la si osserva dall’alto.
Chi conosce questo terreno non lo scopre, lo riconosce
Enrico Brunelli, fotografo, videomaker drone e graphic designer (Verona e Vicenza), lavora da oltre un decennio nel settore vitivinicolo e conosce da vicino la realtà della DOC Soave, avendo collaborato direttamente con il Consorzio Tutela Vini Soave, la Strada del Vino Soave, i Comuni della denominazione ed enti pubblici e associazioni di categoria attivi sul territorio. Ha curato pubblicazioni e mappe ufficiali dedicate proprio alle 33 Unità Geografiche Aggiuntive del Soave.
Cosa significa, in pratica, per la tua cantina
Se la tua azienda produce nella UGA Castelcerino, questo livello di conoscenza territoriale si traduce in vantaggi tangibili:
- Riprese che raccontano la duplicità geologica reale
non genericamente “un bel vigneto collinare”, ma la specifica transizione tra suoli vulcanici e calcarei che caratterizza proprio questa unità. - Credibilità presso gli enti e le attività di promozione
grazie a una collaborazione istituzionale già consolidata, utile quando il materiale deve dialogare con iniziative promozionali collettive della denominazione. - Un archivio visivo duraturo
capace di alimentare per anni schede tecniche, materiale per sommelier, presentazioni a distributori e candidature a guide di settore — come raccontato più diffusamente nel nostro articolo dedicato alle cantine sui 100 motivi per fare foto e video drone.
Produci Soave nella UGA Castelcerino e vuoi raccontarlo con la precisione che merita?
Contatta Enrico Brunelli, fotografo, videomaker drone e graphic designer con esperienza diretta e pluriennale sul territorio della denominazione.