Tra tutte le 33 Unità Geografiche Aggiuntive della DOC Soave, Castellaro rappresenta una delle testimonianze più spettacolari dell’origine vulcanica di questo territorio. Parliamo di un antico cono vulcanico che, milioni di anni fa, ha plasmato in modo definitivo la geologia di quest’area oggi parte del Comune di Monteforte d’Alpone (Verona). Raccontare visivamente una sottozona con una storia geologica così particolare richiede una sensibilità narrativa capace di andare oltre la semplice bellezza del paesaggio, per restituire anche l’identità profonda del suolo che genera il vino.

Castellaro, un vero vulcano al centro della denominazione

Castellaro è un cono vulcanico situato a nord della zona classica, e rappresenta la testimonianza più esplicita di un territorio caratterizzato da un’intensa attività vulcanica avvenuta milioni di anni fa. I suoli, di tessitura moderatamente fine, mostrano in modo estremamente evidente la componente pietrosa di origine basaltica — un elemento che chi visita il vigneto può letteralmente osservare a occhio nudo camminando tra i filari.

Dal punto di vista toponomastico, il nome dell’area origina da antichi insediamenti umani ormai sfumati nella storia. Potrebbe riferirsi a un castello in rovina, ma più probabilmente deriva dal termine “castellarium”, ovvero la cinta perimetrale che caratterizzava un edificio difeso da palizzate — un tipo di riferimento toponomastico frequente non solo in Val d’Alpone, ma anche in altre zone del territorio veneto. Dal punto di vista climatico, le precipitazioni risultano superiori alla media dell’intera denominazione, mentre le escursioni termiche giornaliere non raggiungono livelli eccessivi — un equilibrio che contribuisce a definire il profilo organolettico distintivo dei vini prodotti in quest’area.

Monteforte d’Alpone capitale del Soave Classico

Castellaro si trova nel territorio del Comune di Monteforte d’Alpone, circa 25 chilometri a est di Verona, allo sbocco della Val d’Alpone. Con i suoi quasi 9.000 abitanti, Monteforte è considerata a pieno titolo, accanto a Soave, la capitale del Soave Classico, un’identità che permea profondamente la vita economica e culturale del paese.

Le origini dell’insediamento risalgono all’epoca preistorica così come testimoniano i ritrovamenti archeologici sul Monte Zoppega, emersi durante lavori agricoli in vigneto che hanno documentato una presenza umana risalente all’età del Bronzo e del Ferro. Nel Medioevo, dopo un periodo di dominio dei conti di San Bonifacio, Monteforte passò nel 1207 sotto la giurisdizione dei vescovi di Verona, che ne mantennero il controllo fino al 1705, in cambio della cessione dei diritti su Legnago e Tregnago.

Il legame identitario tra Monteforte e la viticoltura si esprime oggi in un calendario di eventi particolarmente ricco che va dalla storica Festa dell’Uva di settembre al tradizionale Palio delle Contrade — una spettacolare gara di pigiatura dell’uva a piedi scalzi nei tini passando dal concorso “Le Uve Migliori del Vino Soave”. Di particolare rilievo sono anche le manifestazioni carnevalesche (celebre la sfilata dei carri allegorici in notturna) e sportive come la Montefortiana (la maratona gemellata con quella di New York). Il paese è inoltre riconoscibile per l’alto campanile della Chiesa di Santa Maria Maggiore, divenuto simbolo del territorio.

Cosa sono le UGA del Soave?

Le Unità Geografiche Aggiuntive (UGA) sono le 33 sottozone individuate nel disciplinare della DOC Soave a partire dal 2019, al termine di un percorso di zonazione avviato dal Consorzio Tutela Vino Soave fin dal 2000. Assimilabili per funzione ai cru della tradizione francese, permettono ai produttori di rivendicare in etichetta la sottozona di provenienza delle uve, offrendo al consumatore un livello di tracciabilità territoriale sempre più apprezzato, specialmente per vini che nascono da terroir particolarmente distintivi come quello vulcanico.

Le UGA limitrofe: Fittà, Castelcerino e Costalunga

Castellaro si inserisce in un contesto di sottozone limitrofe altrettanto significative per la denominazione. Fittà e Castelcerino sono UGA situate nella frazione omonima del comune di Soave, su suoli di origine vulcanica ad alta vocazione qualitativa, considerate tra le espressioni più rinomate del Soave Classico. Costalunga invece, è legata amministrativamente proprio a Monteforte d’Alpone e, insieme a Brognoligo, fu aggregata al comune nel 1811 e rientra ancora oggi, dal punto di vista ecclesiastico, nella diocesi di Vicenza — una particolarità storico-amministrativa che testimonia la complessità di questo territorio di confine.

Questa concentrazione di sottozone di pregio in un’area geograficamente ristretta rende l’intero comprensorio di Monteforte d’Alpone e Soave uno dei nuclei più densi di eccellenza produttiva dell’intera denominazione.

Perché affidarsi a un professionista con esperienza diretta sul territorio del Soave

Raccontare una UGA dall’identità geologica così marcata come Castellaro richiede una sensibilità visiva capace di cogliere e valorizzare la componente vulcanica del paesaggio — un elemento che distingue nettamente quest’area da altre zone della denominazione con caratteristiche pedologiche diverse. È una competenza che si costruisce solo attraverso una conoscenza diretta e prolungata del territorio.

Enrico Brunelli, fotografo, videomaker drone e graphic designer (Verona e Vicenza), vanta un’esperienza ultradecennale nel settore vitivinicolo e una conoscenza approfondita della realtà della DOC Soave, maturata collaborando direttamente con il Consorzio Tutela Vini Soave, la Strada del Vino Soave, i Comuni della denominazione — incluso Monteforte d’Alpone — ed enti pubblici e associazioni di categoria attive sul territorio. Questa collaborazione ha portato alla realizzazione di pubblicazioni e mappe ufficiali dedicate proprio alle 33 Unità Geografiche Aggiuntive della denominazione, un lavoro che ha richiesto uno studio puntuale delle caratteristiche geologiche e paesaggistiche di ciascuna sottozona, inclusa Castellaro.

I vantaggi competitivi per la cantina

Affidarsi a un professionista con questo livello di conoscenza specifica del territorio offre vantaggi concreti per una cantina che opera nella UGA Castellaro o nelle zone limitrofe:

  • Capacità di valorizzare l’identità vulcanica
    solo chi conosce la geologia specifica di ciascuna UGA può individuare gli scorci e le inquadrature capaci di mostrare visivamente la componente basaltica del suolo, un elemento distintivo sempre più richiesto dalla narrazione enologica contemporanea.
  • Credibilità istituzionale
    una collaborazione consolidata con il Consorzio di Tutela e gli enti territoriali rafforza l’affidabilità del materiale prodotto, utile anche in contesti promozionali collettivi legati alla denominazione.
  • Materiale strategico e duraturo
    un archivio fotografico e video professionale della propria UGA alimenta per anni sito web, schede tecniche, materiale per sommelier e candidature a guide di settore, come approfondito nel nostro articolo dedicato ai 100 motivi per fare foto e video drone.
  • Coerenza con gli standard comunicativi della denominazione
    l’esperienza diretta nella mappatura ufficiale delle UGA garantisce uno stile visivo allineato agli standard adottati dallo stesso Consorzio.

Raccontare Castellaro significa raccontare un vulcano

La UGA Castellaro, con la sua palese origine vulcanica e il suo legame con la storica Monteforte d’Alpone, rappresenta una delle espressioni geologicamente più affascinanti dell’intero sistema di zonazione del Soave. Comunicarla efficacemente richiede l’esperienza di chi conosce questo territorio non superficialmente, ma per averci lavorato a fianco del Consorzio e delle istituzioni locali.

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