L’etichetta Carlo V, il Rosso dell’Imperatore è dedicata al Rosso Veneto IGT di Cantine Vitevis, il gruppo che riunisce quattro grandi realtà vitivinicole vicentine e veronesi: Colli Vicentini (Montecchio Maggiore), Cantina di Gambellara (Gambellara), Cantina di Castelnuovo (Castelnuovo del Garda) e Cantina Valleogra (Malo).
Il Carlo V è un taglio bordolese Merlot e Cabernet disponibile nei formati da 0,75, 1,5 e 5 litri che ha ricevuto sin dalla sua prima annata, riconoscimenti e premi a livello internazionale.

Questa pregiata referenza di Colli Vicentini – Cantine Vitevis è un vino rosso di grande corpo, struttura ed intensità, con bouquet di profumi complessi.
Il taglio bordolese si caratterizza per i suoi sentori di frutta rossa matura (ad esempio amarena, mirtillo, viola e ribes). L’affinamento in barriques per lunghi periodi trasmette poi al taglio bordolese un ampliamento dei profumi (vaniglia, cacao e liquirizia).
Questa tipologia di vino ha un’ottima longevità che permette loro di essere conservati in cantina per anni.
Infine, il tannino rilasciato dal Cabernet viene ammorbidito dal Merlot.

Con queste premesse, il Carlo V di Cantine Vitevis doveva essere valorizzato anche dalla bottiglia (una borgognotta) e dall’etichetta.
Proprio per l’etichetta ho seguito la ricerca storica a supporto del nome dedicato all’Imperatore Carlo V che ha intrecciato la propria storia con Montecchio Maggiore (il cento abitato dove ha sede Vitevis) e ho articolato lo studio preparatorio i cui sviluppi hanno portato all’esecutivo dell’etichetta del taglio bordolese di Colli Vicentini.

Carlo V è l’Imperatore del Sacro Romano Impero che nella prima metà del XVI sec. (per la precisione il 3 novembre
1532) soggiornò a Montecchio Maggiore, Vicenza.
Le cronache di Montecchio ricordano che durante il banchetto a lui dedicato, Carlo V fu omaggiato di:

«…nove botti di ottimo vino, nove grandi ceste di pane candido e fresco, sei buoi
grassissimi e dodici vitelli gia macellati, cento paia di pernici, altrettante di capponi
e di galline, quattordici paia di pavoni, altrettanti fagiani e due galli selvatici; il tutto
adorno di bandiere e festoni intrecciati…»

Studio preparatorio Etichetta vino Carlo V – Cantine Vitevis

Etichetta vino Carlo V studio grafico Enrico Brunelli

Dal briefing iniziale è risultato indispensabile mostrare in etichetta l’immagine imperiale e l’utilizzo di un font in linea con i caratteri tipografici coevi alla figura a cui è dedicata la bottiglia.
Di conseguenza, tra le idee iniziali per lo sviluppo dell’etichetta del Carlo V, sono state valutati due approcci: il primo, più opulento e tradizionale, presenta l’effige dell’imperatore all’interno di un elaborato cartiglio nobiliare del XVI sec. in rileivo embossed con festoni e intarsi in lamina oro; il secondo più essenziale con la ripresa di una moneta con Carlo V ritratto di profilo.

La scelta è caduta sul secondo approccio che consiste in una interpretazione pulita e moderna dell’antico conio conservando allo stesso tempo alcuni tratti distintivi originali.
Rispetto alla versione iniziale (in cui era prevista la presenza di alcune righe di riferimento storico) la fronte è stata ulteriormente semplificata lasciando spazio a pochi elementi di spicco.
La nobilitazione con oro lamina è circoscritta alla “V” e alla sottolineatura separatrice al di sotto del nome.
Il formato etichetta è classico con una fustellatura perimetrale leggermente irregolare.
Il bordo spessorato della moneta evidenzia il ridisegno della stessa ed è ripreso dalla bordatura sui 4 lati dell’etichetta.

etichetta vino rosso stile amarone design
Studio preparatorio etichetta
Vers. 1 – profilo Carlo V in cartiglio XVI sec.
ancient wine label red wine design
Studio preparatorio etichetta
Vers. 2 – moneta Carlo V

Brevi note e legenda Moneta Carlo V Imperatore

La moneta scelta riporta il profilo di Carlo V che è raffigurato come antico imperatore romano: la testa è cinta da una corona di alloro e il busto indossa una elaborata lorica da condottiero. Il volto è caratterizzato dal mento proteso in avanti (il cosiddetto “mento asburgico” è una forma di prognatismo), diventuo nel tempo tratto distintivo della casata.
Tutto attorno al capo appare l’iscrizione: IMP.CAES.CAROLVS.V.AVG.

IMP. = Imperator, un titolo onorifico conferito quando un generale ha ottenuto una vittoria in battaglia.
CAES. = Cesare, è un rimando a Giulio Cesare (e per traslato, al titolo di imperatore).
CAROLVS V = Carlo V, in numerazione romana
AVG. = Augustus, i sovrani romani avevano il titolo di Augusto (e Carlo V era Sacro Romano Imperatore). E’ il titolo più caratteristico indicante l’imperatore in carica.

Carlo V, Il Rosso dell’Imperatore

Scheda Tecnica Carlo V, Rosso Veneto IGT – Colli Vicentini

Uve: Merlot e Cabernet

Classificazione: Rosso Veneto Indicazione Geografica Tipica

Sottosuolo: uve coltivate in vigneti di collina con sottosuolo argilloso

Dati analitici: gradazione alcolica 14.50% vol.

Caratteristiche organolettiche:
• Colore: rosso rubino;
• Bouquet: complesso e intenso con note speziate e di vaniglia con evidenti sentori di frutta rossa;
• Sapore: pieno, corposo ed elegante.

Temperatura di servizio: 18°-20° C

Abbinamento: ottimo con salumi, primi piatti a base di carne e carni alla griglia. Da provare con gli gnocchi al burro giallo di malga e il pregiato formaggio Monte Veronese DOP.

wine label design classic bordeaux blend

Alcuni dei Premi ricevuti dal vino Carlo V

  • Medaglia d’Oro d’Italia
    Emozioni dal Mondo Merlot e Cabernet Insieme, l’unico concorso al mondo riconosciuto ufficialmente dall’Oiv, l’Organisation international de la vigne et du vin
  • Gran Menzione
    Concorso Enologico Internazionale Vinitaly
  • Grandi Rossi Veneti
    Falstaff

Caratteristiche bottiglia standard

Capacità: 75 cl.
Peso: 600 Gr.
Misure
Altezza: h 308 mm
Diametro Ø: 80,5 mm
Colore vetro: marrone

Brevi cenni storici della visita di Carlo V a Montecchio Maggiore

Carlo V, nato a Gand, nelle Fiandre, il 24 febbraio 1500 da Filippo il Bello D’Absburgo, signore dei Paesi Bassi, e da Giovanna, figlia di Ferdinando e Isabella di Spagna, erede dei regni di Aragona e Castiglia.
Nel 1516 è re di Spagna, di Napoli e dei Paesi Bassi e a soli 19 anni divenne imperatore su di una estensione territoriale divisa tra Europa e Nuovo Mondo che portò a definire questo, un impero dove “non tramonta mai il sole”.
Con una prima visita in Italia del 1532 Carlo V si era fatto incoronare da Papa Clemente VII con la corona ferrea d’Italia e quella aurea dell’Impero in seguito a saccheggio di Roma da parte dei suoi lanzichenecchi (1527).
Nel 1534 ritorna in Italia dopo aver lasciato Vienna vittorioso su 300mila Turchi che l’avevano messa sotto assedio.
La sua missione è quella di incontrare a Bologna nuovamente il Papa per convincerlo a convocare un Concilio per riformare la Chiesa Cattolica.
E’ lungo questo viaggio che Montecchio Maggiore (Vicenza) viene scelta come località per una sosta programmate per la corte imperiale.

Carlo V venne ospitato a Montecchio Maggiore dalla Famiglia Gualdo presso la loro dimora a forma di castello (ubicata originariamente nell’abitato, non è oggi più esistente) circondata da giardini, orti e da un ampio parco dove praticare la caccia con il falco.
Venne accolto dal popolo giubilante e dai principali notabili della Repubblica Veneta.
L’apice della festa venne raggiunto con un fastoso banchetto dato in onore dell’imperatore che si sapeva essere goloso.
Una sua biografia riporta:

«Mangiava e beveva proprio quello che meno gli si addiceva: a mezzodì eccedeva nel rimpinzarsi di pesanti pietanze di carne e, a dispetto di tutte le esortazioni, beveva di preferenza e sempre nei momenti più inopportuni grandi boccali di birra fredda (…) e non facevasi riguardo di dar mano al vin del Reno».

Persino al prete confessore che, per il bene dell’anima e del corpo, gli consigliava di moderare i piacere della tavola, Carlo V rispondeva che “la gota (la “gotta”, malattia del metabolismo caratterizzata da accessi dolorosi acuti alle articolazioni, particolarmente dei piedi, delle ginocchia e delle mani e provocata dagli eccessi alimentari del sovrano) se cura tapando la boca”.

E per quanto riguarda il banchetto di Montecchio Maggiore, viene riportato che gli venne fatto dono di:

«…nove botti di ottimo vino, nove grandi ceste di pane candido e fresco, sei buoi grassissimi e dodici vitelli gia macellati, cento paia di pernici, altrettante di capponi e di galline, quattordici paia di pavoni, altrettanti fagiani e due galli selvatici; il tutto adorno di bandiere e festoni intrecciati…

Carlo V, contraccambierà l’ospitalità e le feste elargendo titoli e privilegi alla nobiltà vicentina.

Sono queste botti di ottimo vino, tanto apprezzate dall’Imperatore, che hanno ispirato Colli Vicentini – Cantine Vitevis a dare vita ad un taglio bordolese di pregio e dai nobili natali.

Per conoscere da vicino i vini di Cantine Vitevis (Colli Vicentini, Cantina di Gambellara, Cantina di Castelnuovo del Garda e Cantina Valleogra: www.vitevis.com