La storia che sta dietro alla foto still life del grappolo ufficiale di Pinot Grigio è una case history interessante che illustra quanto sia importante uno studio attento nei particolari per un fotografo professionista di cantina, vino e vigneti.
Questo progetto fotografico seguito in ogni fase di sviluppo da Enrico Brunelli – Creative & Graphic Designer, fotografo vino, ha generato lo scatto perfetto che è stato il soggetto di campagne promozionali della più estesa denominazione d’origine italiana del vino.
Si tratta di uno scatto frutto anche di una sfida di “thinking outside the box”, ovvero il credere arditamente nelle potenzialità estetiche ed evocative della foto di quello che sembra un “semplice” grappolo. Tutto questo sapendo che l’immagine prodotta si sarebbe dovuta poi scontrare nell’affollato panorama pubblicitario con competitor che parlano un linguaggio condiviso e rodato e dove è raro imbattersi in qualcuno che voglia seguire una strada ancora non battuta prendersi il rischio di innovare e di osare.

La campagna pubblicitaria nata da questo scatto ha avuto il coraggio di mettere sul piedistallo, il grappolo di Pinot Grigio, tanto essenziale nella nascita dei vini della DOC Delle Venezie quanto dimenticato se non ignorato nell’advertising a favore delle bottiglie e dei calici.


Il concept dietro alla campagna pubblicitaria

L’idea alla base dello scatto era quella di rendere il grappolo protagonista assoluto dello spazio comunicativo estrapolandolo dall’ambiente naturale (in cui siamo abituati e assuefatti vederlo) per collocarlo in uno spazio senza tempo, quasi futuristico.
Questo grappolo è ripreso come fosse un oggetto del desiderio e lo scatto sembra quasi quello della presentazione ufficiale di un i-Phone Apple di ultima generazione.
In tal senso, l’approccio disruptive, ha permesso di giocare sul contrasto generato dall’elemento naturale fuori contesto che obbliga l’osservatore a soffermarsi. Forse, per la prima volta nella sua vita, l’osservatore può riflettere sull’armonia delle forme, la morbidezza delle curve, la varietà delle sfumature e la bellezza geometrica di un semplice grappolo e ri-scoprire quel tipo di meraviglia che proviamo tutte le volte che osserviamo un oggetto del quotidiano con la curiosità e l’attenzione di un bambino.

Estremamente piacevole è anche la posa del grappolo che esalta la leggerissima naturale curvatura con cui si è sviluppato.
Perciò solo alcuni acini poggiano a terra, alcuni la sfiorano, i più restano sollevati.
Le sfumature dell’ombra in tal modo generata creano un’atmosfera di intimità e senso di leggerezza.

Fortuna e utilizzo dello scatto fotografico still life

Lo scatto viene utilizzato nei più diversi ambiti promozionali, alcuni dei quali sono:

  • Materiali pubblicitari di ogni dimensione;
  • Pubblicazioni e pieghevoli stampati;
  • Advertising digitale e cartaceo;
  • Arredo / stand fieristico eventi;
  • Presentazioni della DOC al grande pubblico;
  • Tovagliette di degustazione masterclass;
  • …

Lo scatto ha ispirato anche il Trofeo Giro Next Gen del Giro d’Italia.

Uno scatto omaggiato dall’iconico Trofeo Giro Next Gen del Giro d’Italia!

Curioso di scoprire come lo scatto still life del grappolo ufficiale di Pinot Grigio è finito sul podio del Giro d’Italia?
Ecco l’articolo che lo racconta:

Perché è lo scatto fotografico del grappolo ufficiale di Pinot Grigio?

Questo scatto è frutto di un ampio progetto fotografico volto ad individuare il grappolo ideale che potesse fare da testimonial di una delle denominazioni vino più importanti in Italia e al mondo. Come accade per le persone in carne ed ossa, anche per trovare il grappolo giusto si è tenuto un “casting” in cui testare i migliori candidati.
I parametri erano piuttosto restrittivi. Il grappolo perfetto di Pinot Grigio doveva essere fortemente rappresentativo ed identitario della DOC e capace di mostrare al meglio il Pinot Grigio nelle promozioni in Italia e all’estero dato che il vino Pinot Grigio Delle Venezie viene esportato a livello mondiale.

allestimento stand design grafico vino Verona


Un esempio di arredo componibile per allestimento eventi con scatti fotografici


Come è stato scelto il grappolo perfetto di Pinot Grigio per lo still life

Fotografare questo grappolo è significato scegliere, tra una selezione di decine e decine di grappoli apparentemente simili, quello che meglio raccontasse l’identità di una varietà specifica. Con il Pinot Grigio questo lavoro di selezione è particolarmente delicato, perché si tratta di un vitigno che gioca proprio sull’instabilità del proprio colore la sua caratteristica più affascinante, e insieme la più difficile da gestire davanti a un obiettivo.

Un vitigno che cambia colore sotto i nostri occhi

Il Pinot Grigio nasce da una mutazione gemmaria del Pinot Nero, ed è geneticamente una chimera periclinale. Ovvero la buccia dell’acino è composta da strati di tessuto con corredo genetico leggermente diverso, il che rende il colore della bacca instabile per natura. È il motivo per cui, osservando grappoli diversi della stessa pianta — a volte persino acini diversi dello stesso grappolo — si può passare dal grigio-blu al rosa ramato, fino a sfumature quasi bronzee. Per chi fotografa, questo più che un limite è la caratteristica identitaria da mettere in scena. Un buon still life di Pinot Grigio deve saper raccontare proprio questa ambiguità cromatica, che è ciò che rende il vitigno riconoscibile e diverso da qualsiasi uva bianca “neutra”.

Cercare la sfumatura giusta di colore, non la più intensa

Il primo criterio di selezione riguarda il colore della buccia. Il Pinot Grigio maturo tende a un color bronzo-ramato, con riflessi che vanno dal grigio-rosato al rame vero e proprio — la stessa sfumatura che nei vini “ramati” viene volutamente estratta in macerazione per dare al vino quel colore rosa antico tanto ricercato. Per uno scatto still life, conviene selezionare grappoli in cui questa sfumatura sia presente ma non uniforme: acini che virano leggermente dal grigio al ramato all’interno dello stesso grappolo comunicano autenticità molto più di un grappolo dal colore piatto e omogeneo, che rischia di sembrare artificiale o “corretto” in post-produzione. Attenzione particolare è stata prestata anche alla pruina, la patina cerosa naturale che ricopre la buccia. Va preservata con cura in fase di raccolta e movimentazione, perché è proprio quella velatura opaca a restituire, in fotografia, la sensazione di freschezza e di frutto appena colto.

Una “piccola pigna”. Ecco qual è la forma e dimensione ideale

Nella scelta del grappolo non si deve ignorare nemmeno l’origine del nome del vitigno. Infatti, il nome stesso della famiglia dei Pinot — dal francese pin, pigna — deriva dalla forma del grappolo. Questo è tipicamente descritto come compatto, cilindrico che ricorda appunto una piccola pigna. Nel Pinot Grigio questa caratteristica è particolarmente marcata. Colpisce come il grappolo sia piccolo, serrato, con acini ravvicinati e un peduncolo corto e resistente.
Questa compattezza, se vogliamo, trasmette all’attento osservatore un sentimento addirittura di “pacioccosità”. I morbidi acini giunti a maturazione si trovano a comprimersi a vicenda nel tentativo di contendersi tutto lo spazio a disposizione. La ridotta lunghezza del peduncolo non aiuta in questo. Il risultato? Un grappolo a forma di “pigna”, molto piccolo (sembra un bebè al confronto con altre uve ben più espanse e alate) che sta comodamente nel palmo della mano, piacevole al tocco per la soda compattezza e l’assenza dei vuoti presenti nelle uve dai grappoli spargoli.

Dal punto di vista fotografico, questa compattezza è un vantaggio e insieme una sfida. È un vantaggio perché un grappolo così strutturato ha una propria solidità visiva, una forma riconoscibile che regge bene anche in inquadrature ravvicinate. È una sfida perché la compattezza degli acini riduce gli spazi di luce che filtrano tra chicco e chicco — un elemento che invece, in varietà dal grappolo più spargolo, aiuta a costruire profondità.

Integrità della buccia e stato di maturazione

Un grappolo fotogenico non è necessariamente un grappolo perfetto in senso agronomico, ma deve essere integro nei punti che l’obiettivo metterà in risalto. Vanno scartati acini spaccati, ammaccati o con segni di disidratazione, così come i grappoli in cui la maturazione è troppo disomogenea, con acini ancora verdi accanto ad altri già surmaturi. Questa disomogeneità, che in vigna è normale, in una fotografia ravvicinata rivolta anche al grande pubblico non conoscitore difficilemente potrebbe trasmettere naturalezza. Il momento ideale per la raccolta del grappolo destinato allo still life coincide spesso con la fase di piena maturazione tecnica, quando il colore ramato è più espresso e la buccia mantiene ancora tensione ed elasticità. Condizione che si perde rapidamente una volta staccato il grappolo dalla pianta, motivo per cui i tempi tra raccolta, trasporto e set fotografico sono stati gestiti con la stessa cura riservata alla vendemmia per la vinificazione.

L’eleganza è quanto la qualità si riconosce invece di misurarla

Esiste un criterio meno tecnico e più visivo, che chi lavora da tempo in questo settore impara a riconoscere quasi per istinto. Intendo l’eleganza del grappolo. Non tutti i grappoli con le stesse caratteristiche oggettive (colore, compattezza, integrità) restituiscono la stessa qualità fotografica. Alcuni hanno una linea, un portamento, un modo di incurvarsi sul proprio peduncolo che li rende semplicemente più fotogenici di altri. È lo stesso principio che guida la scelta di un modello per una campagna pubblicitaria dove le caratteristiche tecniche sono un prerequisito, ma è l’insieme intangibile — la posa naturale, l’equilibrio delle proporzioni — a fare la differenza tra un’immagine corretta e un’immagine che colpisce.

Un lavoro di selezione che precede lo scatto

Il processo di scelta del grappolo perfetto di Pinot Grigio ha richiesto di anticipare in vigna il lavoro che si è fatto poi in studio. Capire quale colore racconterà meglio l’identità ramata del vitigno, quale forma valorizzerà la luce, quale grado di imperfezione naturale renderà l’immagine credibile invece che artefatta. È un lavoro che ha richiesto tempo, soprattutto di selezione in campo e sul set fotografico selezionano decine e decine di grappoli per trovarne uno davvero all’altezza. Tuttavia ritendo che sia un tempo che si vede e si sente, nel risultato finale.

Le fasi del progetto “foto still life del grappolo ufficiale di Pinot Grigio”

Fase 1 – Briefing interno con il committente

Il progetto si è sviluppato a partire dalla ricerca di un nuovo linguaggio che potesse declinarsi in iniziative di marketing vino alternative e dal buon potenziale

Fase 2 – Attesa del momento giusto e vendemmia

Quando si lavora con la Natura si deve stare ai suoi tempi. Pertanto il periodo della vendemmia si è rivelato ideale per avere grappoli in uno stadio di maturazione idoneo. Come professionista incaricato ho preso parte in prima persona in questa particolare vendemmia – casting.
La selezione è avvenuta a più livelli: scelta della località e del vigneto in base ad esposizione, analisi della sanità delle uve, scelta dei migliori filari, campionamento.

Fase 3 – Selezione dei migliori grappoli e scatti still life

Una volta sul set fotografico si è proceduto ad un’ulteriore selezione dei grappoli avvenuta sulle selezioni precenti in campo.
Ho proceduto quindi ad effettuare gli scatti in ambiente controllato e in una varietà di combinazioni e parametri.

Fase 4 – Revisione e post-produzione

E’ seguito il controllo dei singoli scatti e la loro valorizzazione.

Fase 5 – Selezione dello scatto “perfetto”

Perché la DOC Delle Venezie è la più estesa denominazione d’origine italiana

La DOC Delle Venezie è la la più estesa denominazione d’origine italiana per:

  • Superficie vitata: circa 27.000 ettari → è indicata dal Consorzio come la denominazione più estesa a livello nazionale;
  • Estensione geografica: comprende tre territori amministrativi: Veneto, Friuli-Venezia Giulia e Provincia autonoma di Trento;
  • Produzione di Pinot Grigio: circa 230 milioni di bottiglie/anno, pari all’85% del Pinot Grigio italiano e al 43% di quello mondiale.
  • Integrazione territoriale: il più grande modello di integrazione interregionale italiano.

Se ti interessa sapere di più sulla fotografia per cantina e in particolare dei grappoli, puoi leggere questi altri articoli con esempi di lavori fotografici realizzati dal fotografo vino Enrico Brunelli – Creative & Graphic Designer.