Nel lusso, la pubblicità migliore non si limita a mostrare un prodotto ma costruisce una situazione in cui il lettore venga coinvolto. Questa pagina per Maison du Roi nasce da quell’idea. Non c’è una cena elegante, non ci sono calici. Ci sono una foresta, un silenzio e qualcosa che si muove.

Dopo la vista a volo d’uccello sull’Amazzonia e il viaggio tra mappe e orizzonti, questo terzo capitolo della serie cambia prospettiva: si scende nella foresta, a livello del suolo, e si viene osservati. Se non hai letto i primi due, trovi i link in fondo a questo articolo.

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Il concept. Far provare una sorpresa anziché descriverla

Il punto di partenza strategico è la headline “Lasciati sorprendere”, che nel progetto lavora su tre livelli:

  1. Sorprendersi davanti al prodotto. Scoprire qualcosa di nuovo nel calice;
  2. Meravigliarsi della natura. La foresta come luogo di bellezza e mistero;
  3. Farsi sorprendere dal giaguaro. L’adrenalina della sorpresa

Il compito dell’illustrazione era tenere insieme i tre significati in una sola scena tenendo conto che nel wine marketing di fascia alta il principio centrale è quello di fare in modo che lettore “senta” il concetto.

La scena. Chi guarda chi?

L’immagine è un’illustrazione fotorealistica. Una bottiglia enorme emerge dalla penombra della foresta tropicale, illuminata solo in parte dai raggi di sole che filtrano tra le fronde. Tra le liane, in alto, è appollaiato un pappagallo macao. In basso, un giaguaro sbuca dal lato della bottiglia e avanza verso di noi.

La scelta più importante di tutta la composizione è il punto di vista. Noi siamo l’osservatore e guardiamo la scena attraverso delle frasche. Questo cambia il rapporto con la pagina:

  • Siamo nascosti. Le foglie in primo piano, appena fuori fuoco, ci mettono nella posizione di chi spia, di chi si è fermato per non farsi vedere. È una posizione che crea attenzione, perché chi si nasconde guarda con più cura;
  • Poi siamo scoperti. Il giaguaro avanza verso di noi. L’osservatore passa in un attimo da chi guarda a chi viene guardato. Ed è questo il momento di sorpresa dell’immagine;
  • La narrazione ha un prima e un dopo. C’è un movimento. Il lettore completa da solo la scena, e quello che si immagina si ricorda più di quello che vede.

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Gli strati della composizione

L’immagine è costruita su quattro piani di profondità, e ognuno ha una funzione:

  1. Le frasche in primo piano. Fanno da cornice e da filtro. Creano l’effetto “attraverso il fogliame” e rendono credibile la prospettiva.
  2. Il giaguaro. È l’elemento più vicino e l’unico in movimento. Occupa la parte bassa della pagina ma è quello che trattiene l’attenzione.
  3. La bottiglia. Monumentale, nella penombra, è il punto focale. Emerge dalla foresta come un monumento dimenticato, un’idea di “reperto prezioso” coerente con il registro del lusso.
  4. Il pappagallo e le liane. In alto, danno verticalità e un accento di colore. Rispondono nel testo al “battito d’ali” che rompe il silenzio.

Il vero protagonista è la luce

Se c’è un elemento che decide la riuscita di questa pagina, è la luce. La scena è in penombra, e i raggi solari che filtrano tra le fronde illuminano solo alcune aree da evidenziare.

Questa scelta ha tre conseguenze studiate:

  • Mistero. Ciò che non si vede è importante quanto ciò che si vede. La penombra lascia spazio all’immaginazione.
  • Gerarchia. Dove arriva la luce, arriva l’occhio. Il progetto sfrutta i raggi per guidare la lettura, dalla bottiglia al giaguaro.
  • Coerenza con il testo. Il body copy apre con “la luce arriva a frammenti, scivola tra le chiome, si aggrappa alle liane”: l’immagine fa esattamente questo. Quando testo e immagine dicono la stessa cosa con linguaggi diversi, la pagina risulta più solida.

Un punto da non sottovalutare nel luxury è quello che il marchio deve restare leggibile, anche se la bottiglia è in penombra. Nella progettazione la porzione illuminata ha quindi un compito preciso che è portare in luce l’identità del prodotto, senza costringere il lettore a cercarla.

Palette e tono. La regola del sottrarre (Less in more)

Per una pubblicità premium conta più ciò che si toglie di ciò che si aggiunge. La scena lavora su pochi colori: verdi profondi e quasi neri per la foresta, il caldo del pelo del giaguaro, il rosso e il giallo del macao come unico accento vivo, e l’oro della capsula e della lamina dell’etichetta nelle zone in luce. Niente effetti decorativi, niente elementi aggiuntivi. Un’immagine così asciutta dà l’impressione di sicurezza, ed è quello che ci si aspetta da una maison.

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Il copy in poche righe a ritmo

🇮🇹

Nel fitto della foresta la luce arriva a frammenti,
scivola tra le chiome, si aggrappa alle liane.
Lassù un battito d’ali rompe il silenzio
e sotto, nella penombra, qualcosa si muove.

Chi custodisce questo segreto sa aspettare
perché la scoperta è di chi ama le sfide.

Spingiti oltre.

🇫🇷

Dans l’épaisseur de la forêt,
la lumière n’arrive que par fragments,
glisse entre les cimes, s’accroche aux lianes.
Là-haut, un battement d’ailes rompt le silence,
et en bas, dans la pénombre, quelque chose bouge.

Celui qui garde ce secret sait attendre,
car la découverte appartient à ceux qui aiment les défis.

Osez aller plus loin.

🇬🇧

Deep in the forest, light arrives in fragments,
slips between the treetops, clings to the vines.
Up above, a beat of wings breaks the silence,
and below, in the half-light, something stirs.

Whoever guards this secret knows how to wait,
because discovery belongs to those who love a challenge.

Dare to go further.

🇪🇸

En lo más espeso de la selva, la luz llega en fragmentos,
se desliza entre las copas, se aferra a las lianas.
Allá arriba, un batir de alas rompe el silencio
y abajo, en la penumbra, algo se mueve.

Quien custodia este secreto sabe esperar,
porque el descubrimiento pertenece a quienes aman los desafíos.

Ve más allá.

Il testo segue il percorso dell’occhio partendo dalla luce per salire verso l’ara, scendere sul “qualcosa che si muove” (il giaguaro) e chiudendosi con un invito. Non nomina mai il giaguaro né la bottiglia, piuttosto li lascia all’immagine. È una regola che vale in tutta la serie: il testo suggerisce, l’illustrazione mostra.

Perché il giaguaro è il tipo giusto al momento giusto

Come simbolo, il giaguaro funziona su più livelli. Qualche curiosità che aiuta a capire perché:

  • È il terzo felino più grande del mondo, dopo tigre e leone, e l’unico rappresentante del genere Panthera nelle Americhe.
  • Il suo areale va dal sud-ovest degli Stati Uniti fino al Paraguay e al nord dell’Argentina, ma oggi si concentra soprattutto nel bacino amazzonico e nel Pantanal.
  • È un predatore solitario che caccia in agguato, cioè si avvicina senza farsi vedere e colpisce di sorpresa. Un comportamento perfetto per una pubblicità che parla di sorpresa.
  • Ha uno dei morsi più potenti tra i felini, capace di perforare il guscio delle tartarughe e il cranio delle prede.
  • Ama l’acqua. E’ un abile nuotatore e vive spesso vicino a fiumi e zone umide.
  • Si distingue dal leopardo per le “rosette”. Le sue macchioline sono più grandi, meno numerose, con linee più spesse e un piccolo punto al centro che nel leopardo non c’è.
  • È un predatore al vertice della catena alimentare e una specie chiave in quanto ha un effetto sull’ecosistema molto più grande rispetto al suo numero.
  • È classificato come Near Threatened (quasi minacciato) e se ne stima un calo di popolazione del 20-25% negli ultimi tre generazioni. Un giaguaro in primo piano è anche un invito a pensare alla tutela della foresta.

Una precisazione utile per il racconto è che il giaguaro tende a evitare l’uomo. La tensione dell’immagine è quindi simbolica, non un messaggio di pericolo. È il fascino dell’incontro con qualcosa di grande, discreto e potente che, di riflesso, è anche la bottiglia di champagne stessa.

Parallellismi narrativi

Un dettaglio compositivo interessante è dato dai parallellismi narrativi sviluppati attorno ai due soggetti principali, bottiglia e giaguaro.
Entrambi sono identificati dai colori nero e giallo oro, entrambi sono illuminati da fasci di luce filtranti attraverso il fogliame, tra tutti e due e l’osservatore troviamo liane e vegetazione.
Queste fini accortezze narrative trasmettono all’uno le qualità e peculiarità dell’altro conferendo loro una medesima identità.

Il macao come testimone che segue tutto dall’alto

L’Ara macao vive nella parte alta della “canopia” (la volta forestale), per questo è collocata tra le liane in alto nell’immagine, al suo posto naturale. Con un’apertura alare che arriva a circa un metro, il suo battito d’ali è il suono che “rompe il silenzio” nel testo. Grazie alla sua posizione sicura, osserva dall’alto quello che succede sotto, come il lettore.

Cosa può imparare una cantina da questa pagina

Per chi produce vino e vuole comunicare nel segmento premium, ci sono quattro lezioni pratiche:

  1. Costruisci un momento, non una posa. Una scena con un movimento (il giaguaro che avanza) coinvolge più di un’immagine statica.
  2. Gioca con il punto di vista. Mettere il lettore in una posizione precisa, qui dietro le frasche, lo rende parte della storia.
  3. Usa la luce come strumento di regia. Quello che lasci in penombra diventa mistero.
  4. Lascia al testo il ruolo di suggerire. Meno spieghi, più il lettore ricorda.

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Il progetto di Advertising per Champagne

Ti interessa conoscere le altre pagine pubblicitarie sviluppate da Enrico Brunelli – Creative & Graphic Designer per il Wine marketing? Eccole qui sotto:

Info “Pubblicità Champagne di lusso. Wine marketing: il giaguaro e la foresta che sorprendono”

Formato pagina originario: 8,5″ x 11″ (circa 216 x 279 mm).
L’illustrazione è declinabile per qualsiasi altro formato pubblicazione.
Idea e realizzazione grafica: Enrico Brunelli, Creative & Graphic Designer, Italia
Tecnica: collage fotorealistico e illustrazione digitale
Lingue: francese, spagnolo, inglese
Cliente: advertising concept di pagina pubblicitaria per una realtà vitivinicola francese