Il percorso circolare permanente dei “10 Capitelli” lungo circa 10 km, è stato tracciato dall’Associazione Sportiva ASD G.P. Valdalpone de Megni, storica organizzatrice dell’evento “Montefortiana”, gara podistica di livello internazionale gemellata con la maratona di New York.

Si tratta di un percorso percorribile dai podisti o anche da chi vuole fare una passeggiata immersa nel verde dei vigneti e che attraversa zone di interesse storico.
E’ uno dei 20 Percorsi Circolari Permanenti sul territorio nazionale italiano aperto tutto l’anno, con zona di ristoro, segnaletica e bacheche con riportate le indicazioni e i punti attraversati.
In particolare si toccano i 10 Capitelli che danno il nome al percorso:
1) Madonna con Gesù; 2) San Pietro; 3) Sacra Famiglia (capitel del Foscarin); 4) Madonna con Bambino; 5) S.Vincenzo Ferreri; 6) Bassanella; 7) San Giuseppe; 8) Cristo in Croce; 9) Regina Pacis; 10) San Rocheto

Enrico Brunelli – Graphic Designer ha curato la realizzazione della cartina pieghevole del Percorso “10 Capitelli” di Monteforte d’Alpone in lingua italiana e inglese. E’ pubblicata sia in versione digitale che cartacea.
Il lavoro riporta la mappa artistica del percorso con indicati i capitelli, legenda e descrizione del tracciato con le distanze in km e le altitudini. A corredo si trova l’utile grafico del profilo altimetrico.

La pubblicazione sul portale Outdooractive

Running map 10 capitelli monteforte soave verona

La Community dei podisti può trovare il Percorso “10 Capitelli” anche sul portale Outdooractive dedicato all’escursionismo, al ciclismo e alle altre attività outdoor. Tramite questa app è possibile trovare con facilità e pianificare percorsi in giro per il mondo.
La scheda riporta dettagli, direzioni da seguire, come arrivare, segnalazioni, attrezzatura e consigli.
Inoltre l’intero tracciato è esplorabile nel dettaglio mediante la mappa interattiva.

Scheda percorso podistico “10 Capitelli” su Outdooractive.

Il tracciato del Percorso “10 Capitelli”

Dieci capitelli: dieci tra i tanti che un po’ dappertutto testi­moniano la fatica del vivere, ma anche i sogni e le spe­ranze della nostra gente alimentate dalla pietà.Il primo che si incontra, dopo la partenza da Piazza Silvio Ven­turi, sorge al margine della stradina che collega la Val Ponsara con la Valle dell’Acqua, là dove muoiono nella pianura. Vi è rappresentata la Madonna con Gesù: un lavoro artigianale, senza pretese estetiche; ma non è l’arte che qui conta.

Pochi passi avanti s’apre la visione di un casolare vegliato da tre pini, immerso tra le dolci ondulazioni delle colline. Si pren­de a sinistra e la strada comincia a salire con misurata pen­denza, ma dopo un breve falsopiano s’impenna e si fa dura. All’uscita di una curva ci viene in aiuto, con l’invito a sostare, il capitello di San Pietro: una barca a vela di lineare semplicità, collegata (1980) al margine di un podere dai fratelli Veneri.

La sosta consente di osservare un pugno di case nella Valle dell’Acqua e, al di là del Tremenalto, la Calvarina emergente sulla linea collinare che a Nord si congiunge col Gruppo del Carega. Si riprende a salire e per un breve tratto lo sguardo scorre su un murale steso a ricordo di un giovane concittadino scomparso qualche anno fa.
Più avanti la strada finalmente si spiana per un po’ e a sinistra, da un’incurvatura dei colli, fa capolino il Castello Scaligero di Soave.

E siamo al capitello del Foscarin, dedicato alla Sacra Fami­glia, ai piedi di un costone arido e brullo, il più elevato colle della zona. Lì vicino vivacizzano l’ambiente alcuni ulivi “pallidi e sorridenti” e una macchia di robinie, bianche a primavera.

Riprendendo il cammino, s’imbocca sulla sinistra una discesa che a tratti si fa ripida fino al 4° capitello, dove ci aspetta la Madonna col Bambino.

Più avanti si prende la strada che porta a Soave e il paesag­gio cambia: appaiono alcuni paesi adagiati nella piana o ar­rampicati ai fianchi delle colline. Intanto il profilo del castello si delinea più chiaramente, ma giunti in vista della periferia di Soave bisognerà volgere a sinistra e affrontare la salita che ci riporterà nel territorio di Monteforte.
La strada è lunga ma ad un certo punto c’è il posto di controllo che ci permette di respi­rare e ci offre un meritato riposo.

La salita continua e sbocca proprio davanti al capitello di San Vincenzo Ferreri, protettore dei vigneti contro la gran­dine e, a sua volta, protetto da un pino solitario e severo. E’ la zona del Pigno. Da qui in avanti, il cammino diventa piut­tosto agevole perché la strada si snoda quasi sempre sul cri­nale.

C’è una deviazione che consente di visitare il 6° capitello, quel­lo della Bassanella. Nella nicchia un dipinto vagamente näif raffigura la Madonna, alla quale è rivolta un’invocazione spe­cifica: “Benedici il frutto del nostro lavoro”.

Continuando sul versante che guarda a Soave, si giunge a “Piazza scheeti”, una specie di balcone aperto sulla Pianura Padana. Qui vale la pena di sostare alquanto per l’ampiezza e la ricchezza del panorama. Spesso l’orizzonte, laggiù, sfuma nella foschia, ma nelle giornate schiarite dal vento si può scor­gere l’azzurro profilo degli Appennini, quasi una frangia rica­mata di cielo. Più vicino, un po’ sulla destra si vede il Castello di Illasi e dal lato opposto la punta del nostro campanile: un invito, quasi, o un incoraggiamento a proseguire.

Al termine della deviazione si ritorna sulla strada del crinale, si supera il confine tra Monteforte e Soave e si giunge al 7° capi­tello, dedicato a San Giuseppe.

Ci saluta un ciuffo di ulivi, civettuolo fra tanti vigneti seriosi, e in un soffio si scende all’8° capitello: un Cristo in Croce, chiuso in una nicchia triangolare sostenuta da una colonna.

Lasciamo sulla sinistra la Froscà, coi suoi chiari sentieri che ne tagliano la costa ed entriamo nella zona di Zoppega, dove nel 1899 fu eretto un capitello in onore della Madonna Auxilium Christianorum, ora “Regina Pacis”.
A questo punto vale la pena di segnalare al viandante che l’ac­qua della vicina fontanella è potabile.

Finalmente si raggiunge l’ultimo capitello, quello di San Ro­cheto, testimone delle sedute che ai tempi andati i “Parlamen­tari” della contrada tenevano sull’antistante muretto.
Coraggio! Ancora uno strappetto, lieve e breve, che porta al colle di Sant’Antonio e poi un tuffo verso l’abbraccio di una piazza fantastica e ospitale.

Ulteriori info sul Percorso Circolare Permanente “10 Capitelli”: sito web VisitMonteforte

Per qualsiasi info: G.P. Valdalpone De Megni:
www.montefortiana.org
G.P. Valdalpone De Megni
Tel. +39 045 9586408 – +39 338 2663474