L’acquerello inviato a King Charles III del Regno Unito raffigura una delle viste che hanno reso celebre la città di Verona nel mondo. Mostra “Ponte Pietra”, l’antico ponte romano costruito nel I secolo a.C. sul fiume Adige in un punto strategico di collegamento tra il centro storico e la collina di Castel San Pietro.
La tecnica dell’acquerello è la preferita di Re Carlo III. Il sovrano stesso dipinge con questa tecnica e la sua Royal Collection custodisce circa 30.000 acquerelli e disegni appartenenti al corpus complessivo di “works on paper” (opere su carta).
Questo acquerello, realizzato dall’illustratore Enrico Brunelli è una vista presa da Lungadige Re Teodorico, a sud-est del ponte, e riunisce alcune architetture e punti notevoli cittadini quali: la casa torre voluta da Alberto I della Scala nel 1298, gli argini a rampa di lungadige San Giorgio, il tiburio della Chiesa di Santo Stefano, Colle San Leonardo con il Santuario della Madonna di Lourdes.
Il soggetto unisce diverse passioni del sovrano inglese: l’acquerello, le architetture artistiche, il paesaggio italiano e l’aspetto culturale-letterario legato a Verona – la città di Romeo e Giulietta di Shakespeare.

Caratteristiche
Watercolour
Sizes: 6.69 x 4.53 inches
Paper: 100% cotton, cold pressed
Paper weight: 300 g/mq
Ubicazione: Royal Archives (UK)
King Charles III, pittore acquerellista
Re Carlo III ha coltivato fin da giovane un forte interesse per la pittura ad acquerello. I primi stimoli risalgono agli anni Settanta, quando frequentava la Gordonstoun School in Scozia, dove un suo insegnante d’arte, Robert Waddell, gli trasmise l’entusiasmo per la tecnica dell’acquerello. Successivamente ricevette ulteriori insegnamenti da artisti come John Ward, Bryan Organ e Derek Hill, che gli permisero di affinare le sue competenze e di esplorare nuovi soggetti e stili.
La scelta dell’acquerello non è casuale: secondo Carlo, questo medium consente di catturare la “sensazione interna di texture”, quella capacità di rendere atmosfera, luce ed emozione che la fotografia non riesce a trasmettere. I suoi soggetti preferiti sono i paesaggi naturali, rurali o legati alle residenze reali, e le sue opere riflettono una particolare attenzione alla luce e alla composizione. L’acquerello, inoltre, gli permette di dipingere all’aperto o durante i viaggi, realizzando rapidamente uno schizzo senza interferire con gli impegni reali.
Negli anni Novanta, durante i suoi spostamenti sia in patria sia all’estero, Carlo realizzò numerosi acquerelli raffiguranti montagne, campi e residenze reali. Nel 1998, in occasione del suo cinquantesimo compleanno, fu organizzata una mostra al Hampton Court Palace che presentava cinquanta dei suoi lavori. Anche in tempi più recenti, i suoi acquerelli sono stati esposti pubblicamente, come per il settantesimo compleanno, quando alcune opere furono accolte dalla National Gallery of Australia. Una loro selezione è stata riprodotta come litografie firmate, i cui proventi sono destinati a iniziative benefiche sostenute dal sovrano.
Pur definendosi modestamente un dilettante, molti critici e appassionati riconoscono in Carlo III un acquerellista capace e appassionato. Le sue opere dimostrano una buona padronanza della prospettiva, della luce e del colore, riuscendo a evocare atmosfere di calma e contemplazione.
Attraverso la co‑fondazione della Royal Drawing School nel 2000, Carlo ha sostenuto la diffusione delle tecniche del disegno e dell’acquerello tra le nuove generazioni, valorizzando l’arte come mezzo di osservazione, studio e consapevolezza.