La progettazione del visual stand Wine Paris per il Consorzio Tutela Vini Montecucco è lo sviluppo a grande scala del key visual ideato da Enrico Brunelli – Creative & Graphic Designer vino per rinnovare l’immagine di questa denominazione toscana.
L’obiettivo è stato quello di dare allo stand una veste moderna e luminosa e incrementare la brand awareness del marchio puntando sulle sue specificità visive.
Wine Paris è oggi uno dei punti di riferimento globali per il commercio del vino con numeri in crescita, pubblico professionale e internazionale, e una centralità riconosciuta per il vino italiano. Chi lavora sull’export non può ignorarla. Chi vuole essere competitivo dovrebbe iniziare a prepararsi ora, non a gennaio.
Il progetto del visual per lo stand alla fiera Wine Paris
La grafica ideata per le pareti, bancone e traversa è generata da scatti fotografici delle peculiarità del Montecucco (paesaggi, uve e suoli) inseriti all’interno dei profili della denominazione il cui disegno è ripreso dal logo consortile.
Sulle pareti infatti scorrono le immagini della DOC alternate alle isoipse dell’altimetria del Monte Cucco ai piedi del Monte Amiata, Grosseto (Toscana).
La parete frontale riporta anche una mappa di localizzazione della denominazione.
Nella parte sommitale di ogni parete appare il marchio del Consorzio Tutela Vini Montecucco nella versione dorata per festeggiare il suo anniversario di costituzione.
Nello stesso colore sono proposte le curve sinuose delle isoipse che qui ricorrono lungo l’altezza delle pareti come pattern dal valore estetico. La sua leggerezza permette di mantere lo stand arioso con il colore utilizzato a spot così da non sovracaricare l’ambiente e lasciarlo luminoso.
Così facendo si sono ottenuti i seguenti obiettivi:
- Sfruttare gli elementi compositivi del marchio per caratterizzare gli spazi (i confini della DOC Montecucco e le isoipse;
- Mostrare scatti fotografici evocativi del terroir senza appesantire l’ambiente ed evitando l’effetto incombente sull’osservatore dati l’altezza delle pareti;
- Trasmettere un stile moderno, di pulizia e allo stesso tempo elegante;
- Aumentare la brand awareness del marchio sfruttando la sua estetica per lo sviluppo di un pattern fortemente riconoscibile


Wine Paris. La fiera del vino da presidiare per chi vuole crescere all’estero
Ogni febbraio Parigi diventa il principale luogo d’incontro per chi il vino lo produce, lo compra e lo distribuisce. Wine Paris si configura come una piattaforma commerciale dove si chiudono accordi, si costruiscono reti distributive e si misurano le tendenze dei mercati. Per una cantina che punta all’export, capire come funziona è già una scelta strategica.
Cos’è Wine Paris
Wine Paris nasce nel 2019 e nel 2020 si fonde con Vinexpo; dal luglio 2024 l’evento principale ha assunto il nome Wine Paris. Si svolge al Paris Expo Porte de Versailles ed è organizzato da Vinexposium. Le edizioni più recenti hanno un formato “triple show”: Wine Paris per il vino, Be Spirits per i distillati premium e Be No, dedicato ai vini e alle bevande a bassa o nulla gradazione alcolica.
I numeri che ne definiscono l’importanza
I dati dell’ultima edizione mostrano una fiera in forte crescita. Sono stati registrati 63.541 visitatori professionali, il 51% dall’estero, con un aumento del 20,75% sull’anno precedente, e 6.537 espositori da 63 Paesi.
Un altro dato conta più del numero assoluto, ovvero chi visita. Secondo il profilo dei visitatori, il 40% è composto da importatori e distributori, il 18% dal retail e l’11% dall’on-trade (ristoranti e bar). Chi si siede a quei tavoli ha potere d’acquisto e mandato a comprare.
Il richiamo internazionale
Il punto di forza principale è la geografia del pubblico. Secondo l’editoriale di DoctorWine, i professionisti provengono da 169 mercati, il che colloca Wine Paris tra le piattaforme più internazionali del settore. Il direttore Nicolas Cuissard ha spiegato che l’ingresso di nuovi Paesi espositori attira compratori da ogni parte del mondo e crea leve concrete per l’export.
Per un produttore questo significa raggiungere in tre giorni acquirenti che altrimenti richiederebbero mesi di viaggi e di contatti a freddo.
I punti di forza
1. Posizione nel calendario. Febbraio arriva prima della stagione degli ordini primaverili e circa un mese prima di Vinitaly. Per chi vende all’estero è il momento ideale per aprire le trattative, e per chi partecipa a entrambe le fiere è una tappa di preparazione.
2. Taglio professionale e concreto. Una fiera tecnica, con meno intrattenimento e più sostanza. Per chi ha un obiettivo commerciale è un vantaggio.
3. Offerta trasversale. Vino, distillati e segmento low/no alcohol convivono nello stesso appuntamento. Be Spirits riunisce 370 espositori da 39 Paesi, mentre Be No ne conta 64 da 13 Paesi, con oltre 250 etichette. Chi vuole leggere l’evoluzione dei consumi ha tutto sotto lo stesso tetto.
4. Contenuti e visibilità. L’Academy propone 239 sessioni coinvolgendo 1.894 giornalisti da 49 Paesi, con temi come sostenibilità e nuovi equilibri geopolitici del commercio del vino. Per un marchio, oltre ad occasioni di vendita si tratta di opportunità di raggiungere la stampa di settore.
5. Spazio per i produttori emergenti. L’area Unsigned Wines + Spirits, dedicata ai produttori indipendenti, è passata dai 24 produttori delle origini ad oltre 60. Questo significa che può essere un canale utile anche per le realtà piccole che non hanno il budget di un grande stand.
Il ruolo dell’Italia
L’Italia è centrale nella fiera. È il secondo Paese espositore dopo la Francia, con 1.350 aziende, e la superficie dedicata alle cantine italiane dal 2019 è quadruplicata. I padiglioni 5.1 e 5.2 sono riservati ai produttori italiani.
Cosa significa per la comunicazione di una cantina
Partecipare non basta. In una fiera con migliaia di espositori, il visitatore decide in pochi secondi se fermarsi. Chi arriva con un’identità di marca chiara e con materiali visivi curati ha un vantaggio concreto:
- Video e immagini del territorio, come le riprese aeree dei vigneti, raccontano in pochi secondi la scala, il paesaggio e il carattere dell’azienda meglio di una scheda tecnica.
- Materiali coerenti su stand, cataloghi e canali digitali rafforzano la riconoscibilità.
- Contenuti riutilizzabili dopo la fiera (social, newsletter, sito) prolungano il ritorno dell’investimento ben oltre i tre giorni.
Approfondisci il progetto grafico che sta alla base
In questo articolo trovi il concept di partenza su cui è stato sviluppato l’intero progetto: