ll drone video “Torre del Falasco – Stallavena” offre una magnifica vista a volo d’uccello sulla vallata su cui si affaccia la famosa torre medievale omonima divenuta poi per secoli rifugio di briganti.
In questo volo si possono ammirare i boschi che caratterizzano la località, l’abitato di Stallavena, Villa Catterinetti Franco e la rupe con i resti dell’insediamento fortificato.

Drone Video
Durata: 2:33
Location: Torre del Falasco, Stallavena (Verona)
Drone Videomaker Verona: Enrico Brunelli

La Torre del Falasco, situata nella suggestiva frazione di Stallavena, nel comune di Grezzana, Verona, è un luogo carico di storia e fascino, che merita una riflessione attenta per la sua valenza storica e architettonica. Questo edificio, immerso nella cornice delle colline veronesi, rappresenta un simbolo del passato e un elemento distintivo del territorio, capace di evocare immagini di tempi lontani.

La torre, risalente a un periodo storico non facilmente databile ma presumibilmente legato all’epoca medievale, si erge come testimonianza della funzione strategica e difensiva che queste strutture ricoprivano. Secondo alcune fonti, la sua costruzione potrebbe risalire al XII secolo, quando le tensioni tra i comuni di Verona e quelli limitrofi rendevano necessaria la presenza di postazioni di controllo. In tale epoca quest’area era stata concessa alla famiglia Turrisendi. La sua posizione, che domina la vallata circostante, suggerisce che essa fosse utilizzata come punto di avvistamento o come rifugio durante momenti di conflitto. La struttura, realizzata prevalentemente in pietra locale, evidenzia uno stile essenziale, caratteristico delle costruzioni fortificate del periodo.

Un personaggio leggendario spesso associato alla Torre del Falasco è il condottiero veronese Guglielmo da Castelbarco, vissuto tra il XIII e il XIV secolo. Sebbene non vi siano prove concrete del suo diretto coinvolgimento con la torre, le sue campagne militari e la sua influenza nell’area veronese evocano un legame simbolico con le strutture difensive di quell’epoca. Si narra che Guglielmo, celebre per la sua abilità strategica, utilizzasse postazioni simili per garantire il controllo delle vie di comunicazione e difendere i territori sotto la sua giurisdizione.
Un altro nome legato alla storia della torre è quello di Francesco Falasco. Originario della Valpantena, era un piccolo proprietario terriero che, nel XVII secolo, divenne uomo d’armi al servizio della nobile famiglia Cozza. Le sue azioni violente e le razzie compiute lo portarono, nel 1621, a essere condannato dal Consiglio dei Dieci, che lo privò di tutti i beni. Costretto a fuggire, trovò rifugio tra le rovine del castello di Cologne, oggi noto come Torre del Falasco.
Dopo la sua morte, la torre continuò a essere utilizzata come nascondiglio per briganti e sgherri, tra cui il “bravo” Paolo Bianchi da Bregantin, che adottò il soprannome “Il Falasco” in suo onore e che fu il responsabile del rapimento di Angiolina Lonardi su commissione del conte Provolo della famiglia Giusti. Per questo crimine venne impiccato fuori dalle mura di Verona.
La Torre del Falasco, continuò anche in seguito a fornire rifugio per altri briganti, perpetuando la sua fama di nascondiglio per fuorilegge nella Valpantena.

Nonostante il passare dei secoli, la Torre del Falasco conserva una sua imponenza, che è accentuata dalla semplicità della sua architettura. La presenza di questa torre non si limita, però, a una mera funzione pratica: essa racconta una storia che intreccia elementi di vita quotidiana e di necessità militari, offrendo un punto di vista privilegiato sulla società dell’epoca.

Il contesto naturale in cui si inserisce la torre contribuisce a esaltarne il fascino. Le dolci colline circostanti, punteggiate da vigneti e oliveti, creano un panorama di rara bellezza, che invita il visitatore a immergersi in un’atmosfera di pace e riflessione. Questo luogo è particolarmente amato non solo dagli appassionati di storia, ma anche dagli escursionisti e dagli amanti della natura, che trovano nella zona circostante numerosi sentieri percorribili a piedi o in bicicletta.
Negli ultimi anni, la Torre del Falasco ha suscitato l’interesse di studiosi e appassionati di archeologia, che hanno avviato ricerche per comprenderne meglio le origini e le vicende storiche. Questi studi hanno permesso di valorizzare ulteriormente il sito, sensibilizzando l’opinione pubblica sull’importanza di preservare e tutelare questo patrimonio.