Una curiosità sul Trofeo del “Giro Next Gen” del Giro d’Italia? L’iconica scultura “grappolo Pinot Grigio” parla un po’ anche di Enrico Brunelli – Creative & Graphic Designer e del suo scatto fotografico still life che ha ispirato il disegno del premio con cui vengono insigniti i vincitori di tappa nonché il vincitore assoluto.
Il Trofeo Delle Venezie – Giro Next Gen è un riconoscimento speciale istituito dal Consorzio DOC Delle Venezie nell’ambito della partnership triennale con RCS Sport, che vede il Pinot Grigio DOC Delle Venezie come Official Wine del Giro d’Italia, Giro Women e Giro Next Gen. In particolare, per gli appassionati di ciclismo, seguire il Giro Next Gen significa intercettare in anticipo i nomi che, tra qualche anno, si contenderanno la maglia rosa vera, quella del Giro d’Italia dei grandi.
Per questo il Trofeo Giro Next Gen è il caloroso benvenuto che si tributa ai futuri grandi campioni internazionali di ciclismo su strada.

Il podio finale del Giro Next Gen con la consegna del trofeo grappolo Pinot Grigio.
. Da sinistra: il colombiano Mateo Ramírez (secondo), il vincitore Lorenzo Mark Finn, il brasiliano Henrique Bravo (terzo).
Photo credits Giro d’Italia
Il trofeo a forma di grappolo
Il premio ha una forma fortemente identitaria e raffigura il grappolo stilizzato di Pinot Grigio che, concepito come oggetto-scultura, richiama il patrimonio vitivinicolo del Triveneto. È stato presentato ufficialmente durante Vinitaly nello spazio MASAF insieme ai trofei del Giro d’Italia e del Giro Next Gen come elemento distintivo del nuovo cerimoniale.
Le dimensioni del grappolo sono circa 30 x 15 cm (BxH) a cui è stato aggiunto un piedistallo.
Significato del design e origine del simbolo
Il grappolo rappresenta tre concetti che il Consorzio ha voluto associare alla corsa:
- Territorio. Il Triveneto come culla del Pinot Grigio DOC Delle Venezie.
- Giovani talenti. Il Giro Next Gen come competizione dedicata ai futuri campioni.
- Italian lifestyle. l’unione tra eccellenza sportiva, cultura del vino e promozione del Made in Italy.
Il grappolo diventa il simbolo di biodiversità e patrimonio viticolo del Triveneto oltre di unione fra sport, territorio e cultura del vino. Ma pochi sanno che la sua storia risale ad uno scatto fotografico still life del fotografo vino e cantine Enrico Brunelli – Creative & Graphic Designer.
L’immagine del grappolo del trofeo è il disegno che omaggia proprio quello scatto divenuto nel tempo il grappolo ufficiale di Pinot Grigio e simbolo dell’identità visiva della DOC Delle Venezie. L’interno degli acini è stato arricchito dal disegno di vivaci icone colorate rappresentative delle tre aree di valorizzazione (territorio, giovani talenti e Italian lifestyle).
Un’ultima curiosità: nella versione trofeo la dolce curvatura del grappolo fotografato è stata rivolta all’insù.
Un accorgimento che rende il grappolo “libero dalla gravità” e quasi partecipante col sorriso alla vittoria.
Sulla sommità del trofeo è infine riportato il logo del Consorzio Vini Delle Venezie DOC, Official Wine del Giro d’Italia.
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Giro Next Gen, la fucina dei futuri campioni del ciclismo italiano
Ogni grande corsa a tappe ha bisogno di un vivaio. Nel ciclismo italiano quel vivaio ha un nome preciso ed è quello di Giro Next Gen, la corsa a tappe riservata ai migliori talenti Under 23 del panorama internazionale, organizzata da RCS Sport come naturale “costola” del Giro d’Italia dei professionisti. E’ il palcoscenico dove si formano i corridori che nei dieci anni successivi vedremo lottare per le maglie rosa, gialle e iridate del ciclismo che conta.
Dal “Baby Giro” alla nuova identità
Il Giro Next Gen nasce dall’evoluzione di quello che per decenni gli appassionati hanno chiamato affettuosamente “Baby Giro”, il Giro Ciclistico d’Italia dilettanti. Dal 2023 la corsa è passata sotto la gestione diretta di RCS Sport, lo stesso organizzatore del Giro d’Italia professionisti, con un nuovo format e il nuovo nome “Giro Next Gen”. A sottolineare la sua funzione di ponte tra il mondo dilettantistico e quello professionistico. Da allora la corsa si è ritagliata uno spazio ben preciso nel calendario internazionale, come prova dell’UCI Europe Tour, diventando un appuntamento imprescindibile per gli osservatori dei team World Tour.
Un format pensato per il territorio italiano
Una delle caratteristiche distintive del Giro Next Gen, rispetto al Giro d’Italia dei professionisti, è la scelta di concentrare il percorso in un’unica area geografica del paese, per ragioni logistiche e organizzative. Il percorso sarà sempre racchiuso in un’area dell’Italia, e ogni edizione tocca una porzione diversa del territorio nazionale. Questa impostazione permette alla corsa di raccontare, tappa dopo tappa, un pezzo di Italia meno battuto dai grandi eventi ciclistici, portando la visibilità internazionale della Corsa Rosa anche in territori che raramente ospitano un evento di questa portata.
L’edizione 2026: il grande ritorno al Sud
L’edizione 2026 del Giro Next Gen ha rappresentato un caso particolarmente significativo sotto questo profilo. Era dal 2001 che la corsa non si spingeva così a sud. In quell’occasione le tre tappe finali si erano svolte in Sicilia, mentre negli anni successivi si erano toccati il Molise nel 2003, la Campania nel 2006, la Puglia nel 2011 e infine l’Abruzzo nel 2017. Un’edizione interamente dedicata al Meridione, come quella disputata quest’anno, era invece un’assoluta novità nella storia della corsa.
Il Giro Next Gen 2026, quarantanovesima edizione della corsa, si è svolto in otto tappe dal 14 al 21 giugno su un percorso di oltre 1.080 chilometri, con partenza da Reggio Calabria e arrivo a L’Aquila. Il tracciato ha attraversato Calabria, Basilicata, Puglia, Campania, Lazio e Abruzzo, proponendo sette tappe in linea e una cronometro finale, per un totale di 14.750 metri di dislivello complessivo.
Le prime giornate di corsa, in terra calabrese e lucana, hanno privilegiato velocisti e corridori esplosivi, prima che il percorso entrasse nel vivo con la salita di Villa d’Agri di Marsicovetere, prima vera tappa di montagna. La tappa campana, con partenza e arrivo a Bacoli, ha proposto un circuito nervoso attorno al Monte di Procida e allo strappo di Mofete, capace di generare selezione anche senza grandi dislivelli. Il vero banco di prova per la classifica generale è arrivato però nel trittico finale. La Velletri–Subiaco-Monte Livata, con i suoi 3.500 metri di dislivello e una lunga salita finale di circa 16 chilometri, si è confermata la tappa regina di questa edizione, seguita dalla durissima frazione abruzzese Sulmona–Piana delle Mele, con le asperità di Forcella di Acciano e Passo Lanciano, prima della cronometro individuale conclusiva a L’Aquila.
Un successo tutto italiano
A conquistare la maglia rosa finale è stato l’italiano Lorenzo Finn, che ha completato il percorso precedendo l’ecuadoriano Mateo Ramírez e il brasiliano Henrique Bravo. Un risultato che ha un peso particolare per il movimento ciclistico italiano poiché a distanza di quindici anni, il favorito numero uno alla vigilia era proprio un corridore azzurro, confermando sul campo le aspettative della vigilia. Da segnalare anche la prestazione di Matteo Scalco, che nelle ultime due tappe ha indossato la maglia tricolore di campione italiano Under 23 al fianco del leader della generale.
Perché il Giro Next Gen da chi ama il ciclismo
Al di là dei nomi e dei risultati di ogni singola edizione, il valore del Giro Next Gen sta nella sua funzione strutturale all’interno del sistema ciclistico. Un’ottantina di corridori, distribuiti su squadre di sviluppo dei team World Tour, formazioni Continental e la Nazionale, si misurano per otto giorni su un percorso pensato apposta per essere selettivo, esigente, quasi una versione in miniatura di un grande giro professionistico. Chi emerge da queste otto tappe — che siano velocisti puri, scalatori o cronoman — porta con sé un biglietto da visita concreto verso i team di massimo livello. Non a caso, tra i vincitori delle edizioni più recenti figurano corridori che nel giro di pochissime stagioni sono passati dalle strade del Sud Italia alle grandi corse a tappe del World Tour.
Credits
Foto di copertina (dal web):
il podio finale del Giro Next Gen 2026. Da sinistra: il colombiano Mateo Ramírez (secondo), il vincitore Lorenzo Mark Finn, il brasiliano Henrique Bravo (terzo). Foto credits: Giro Next Gen.