Soave Terroir è un volume pensato per scoprire i segreti dei vini Soave attraverso l’esplorazione del territorio da cui provengono: una delle denominazioni più storiche d’Italia composta da 33 unità geografiche aggiuntive (UGA) che ne definiscono tratti comuni e peculiarità uniche.
Ho curato il progetto grafico di questa pubblicazione che è considerata primo e più importante studio dedicato alle singole microaree e alla biodiversità che definisce ognuna di queste sottozone produttive.
Il titolo vuole sottolineare la particolare chiave di lettura di questa pubblicazione che vede al centro il “Terroir” quale rapporto simbolico e non solo tra Uomo, clima e suolo il cui equilibrio soggiace ai caratteri distintivi del vino Soave.
I risultati raccolti derivano dalla sintesi di 20 anni di ricerca e studio e vuole testimoniare l’impegno dei produttori e del Consorzio Tutela Vino Soave in occasione del cinquantesimo anniversario della sua fondazione (1970-2020).
Il volume gode del patrocinio della Fondazione Banca Popolare di Verona e ha ricevuto il prestigioso Premio OIV nel 2021.

Premio OIV (International Organisation of Vine and Wine) Special Mention

Il 9 settembre 2021 a Parigi, la Giuria Internazionale del Premio OIV, composta dall’élite scientifica e tecnica di alcuni Paesi membri dell’OIV, ha conferito tramite la Presidente Azélina Jaboulet-Vercherre e il Segretario Scientifico, Richard Pfister, il Premio Special Mention alla pubblicazione (le pubblicazioni in gara era circa 60 per 40 Paesi rappresentati).
Comunicato stampa del Premio: https://www.oiv.int/what-we-offer/oiv-awards/2021-oiv-awards

Note sullo studio che ha portato alla pubblicazione “Soave Terroir”

Questo lavoro, oltre a dare risposte definitive relativamente a confini ed identità, vuole essere un contributo ulteriore per far crescere la conoscenza di ogni geosito valorizzandone la propria intrinseca specificità.
In seguito a un dettagliato percorso di studio e conoscenza durato due decenni che ha avuto nella ricerca agronomica da un lato e culturale dall’altro la propria sintesi, il traguardo è stato l’inserimento nel disciplinare di produzione delle 33 nuove Unità Geografiche Aggiuntive.
L’indagine di approfondimento sulle unità geografiche del Soave, è caratterizzata infatti da un approccio originale. Partendo dai numerosi studi già realizzati, ed in particolare dalla zonazione, sono state predisposte delle schede aziendali, relative alle aziende vitivinicole più significative per le diverse zone omogenee già definite, riportanti le strutture produttive e di trasformazione, le etichette e le caratteristiche dei vini. Successivamente sono stati identificati, per selezione e classificazione, i vigneti caratteristici di ogni terroir e descritte le variabili relative ai vigneti, alla loro gestione e alla vinificazione ed affinamento dei vini da essi ottenuti.
Per ogni unità (UGA) è stato elaborato un fascicolo contenente non solo i dati tecnici ma anche gli elementi storici, etimologici e umani legati alla produzione vitivinicola.
La comprensione dei caratteri ambientali, responsabili della qualità organolettica conferita ai vini, è stata ottenuta attraverso una serie di lunghe indagini che hanno riguardato il suolo, le radici, l’acqua disponibile, l’apparato fogliare, il grappolo, il clima, i vini. L’identificazione e la delimitazione di ogni singola zona sono state accuratamente vagliate dal punto di vista storico, pedologico ed agronomico.
Per quanto riguarda l’aspetto prettamente tecnico di ogni singolo areale sono stati rilevati dati riguardanti l’altitudine, l’esposizione, l’età delle vigne, le forme di allevamento, le pratiche agronomiche, oltre alle coordinate catastali.

Il Paesaggio del Soave

L’importanza del paesaggio, nel caso del comprensorio della DOC Soave, è evidenziata dal decreto di riconoscimento 1749 del 21/01/2016 “Le colline vitate del Soave” con cui è stato iscritto nel Registro Nazionale dei Paesaggi Storico Rurali di interesse storico.
Altro riconoscimento di importanza internazionale ottenuto è quello GIAHS-FAO con cui sono stati tutelati i tratti distintivi di questo territorio che sono la pergola veronese, le sistemazioni idrauliche fatto di muretti a secco e i terrazzamenti (riconosciuti tra l’altro dall’UNESCO come Patrimonio immateriale), la tecnica dell’appassimento e il Recioto di Soave, l’organizzazione sociale composta da 3.000 viticoltori riuniti in una cooperazione virtuosa, le uve che crescono sui suoli vulcanici e calcarei della denominazione.

Scheda tecnica “Soave Terroir”

Titolo: “Soave Terroir. Le 33 Unità Geografiche Aggiuntive del Soave”
Progetto grafico: Enrico Brunelli
Pagine: 268 con ricco apparato fotografico a colori
Copertina cartonata
Carta utilizzata: Gardamatt art 200 gr. per la sovracoperta; 150 gr. per gli interni

Indice sintetico:

  • Un percorso di conoscenza;
  • Il Soave da paesaggio a patrimonio;
  • I suoli;
  • Le 33 Unità Geografiche;
  • Una biodiversità Soave;
  • Gli ecosistemi forestali dell’area del Soave;
  • Unità Geografiche e profilo metabolomico;
  • L’uva;
  • I numeri del Soave;
  • Le stagioni;
  • I disciplinari;
  • I produttori del Soave

Gli autori:

  • Aldo Lorenzoni, enologo e Direttore del Consorzio Soave 1998-2020;
  • Chiara Maria Mattiello, sommelier professionista e consulente enogastronomica;
  • Giuseppe Benciolini, pedologo;
  • Roberto Zorzin, geologo e conservatore presso il Museo Civico di Storia Naturale di Verona;
  • Gianfranco Caoduro, Presidente World Biodiversity Association, biospeleologo;
  • Andrea Laperni, tecnico forestale;
  • Luigi Bavaresco, Direttore CRA-Centro di Ricerca per la Viticoltura di Conegliano;
  • Laura Salamone, esperta in gestione di aziende e mercati agroalimentari;
  • Luigi Odello, enologo, giornalista, Pres. Centro Studi Assaggiatori;
  • Giovanni Ponchia, Tecnico Consorzio, dal 2017 Direttore Consorzio di Tutela Vicenza – Colli Berici e Gambellara;
  • Diego Tomasi, Ricercatore CRA-VIT, dal 2021 Direttore Consorzio di Tutela del Conegliano Valdobbiadene Prosecco Docg;
  • Ermanno Murari, capo area Vivai Cooperativa di Rauscedo;
  • Eugenio Straffelini, Dipartimento Territorio e Sistemi Agro-Forestali TESAF dell’Univ. degli Studi di Padova